Ormai si è andati oltre il livello di guardia; dopo una rozza campagna di denigrazioni, false denunce, vesti stracciate sul teatrino della politica, si è scesi sul campo di battaglia delle riforme alla mordacchia della magistratura. Della Giustizia, ovviamente, non importa nulla a questi vocianti coristi diretti dalla robusta bacchetta del capo; se importasse loro qualcosa si sarebbero da tempo preoccupati di curare i mali effettivi della giustizia: la sua inaccettabile lentezza, l’eccessiva frammentazione, l’insufficiente preparazione culturale dei magistrati, le superate modalità di accesso in magistratura, la disordinata geografia giudiziaria, le gravissime carenze strutturali. L’unica cosa che veramente interessa a questi mentori dell’illegalità è togliere l’indipendenza, l’autonomia, la libertà di azioni dei magistrati. Debbono essere tutti riportati alla ‘cultura del gregge’, fedeli ed obbedienti al pastore che li copre con il manto del potere e li conduce verso i pascoli sicuri dell’impunità.Il momento è propizio per avviare l’operazione candeggina e scolorire le toghe sino a renderle indistinguibile dall’abito dei buoni sudditi. Si è già iniziato a tracciare il solco con l’aratro della forza e della provocazione: il cd lodo immunità che mette al riparo il capo del governo da qualsiasi indagine giudiziaria anche per fatti privati.. Finalmente un primato italiano che,nonostante i maldestri tentativi di ridurne l’originalità, resta un’eccezione nel quadro europeo, anche se non può disconoscersi una certa affinità con la regina d’Inghilterra (affinità non rare tra sovrani).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77214
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Prima lo definisce una «cloaca», poi precisa che non voleva denigrarlo. Ora, o il capogruppo del Pdl al Senato non conosce il significato del termine. E ne fa uso improprio. O lo conosce e quindi voleva proprio denigrare il Csm e i suoi componenti. Difficile immaginare diversamente. Sentito da Radio Radicale Gasparri aveva infatti parlato dell’organo della magistratura come una «cloaca», e come un Consiglio «correntizzato, partitizzato e parcellizzato, uno scandalo che offende gli italiani». E aveva poi aggiunto: «Come presidente dei senatori del Pdl reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia. L’obbligatorietà dell’azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare. La separazione delle carriere è un’esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un’emergenza democratica». A suo avviso «la magistratura seria e laboriosa composta dalla maggioranza dei magistrati è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un’azione di militanza politica, che occupano militarmente il Csm e che non giovano ad un’immagine della magistratura fortemente incrinata come si vede dai sondaggi, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma deve esaltare la funzione della giustizia – conclude – e noi la faremo sicuramente».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77265