Archiviato in: design news | Tag: abkhazia, indipendenti, medvedev, necessaria, ossezia, scelta
Dopo il sì della Duma e del Senato, ora è il presidente russo Medvedev ad annunciarlo in diretta tv: Mosca ha firmato il decreto per il riconoscimento dell’indiepndenza delle due regioni dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia. Il leader del Cremlino ha parlato di «una scelta non facile ma è l’unica possibilità per salvare le vite delle persone». Mosca, ha aggiunto Medvedev, è stato un «mediatore e pacificatore per il regolamento politico, partendo dal riconoscimento dell’ integrità territoriale della Georgia mentre la sua leadership ha scelto un’altra strada».Insomma, un altro passo in una direzione tutt’altro che vicina al dialogo. Già lunedì, dopo il voto parlamentare il presidente georgiano Saakashvili aveva detto che la scelta della Russia sarebbe stata «foriera di nuovi disastri». Ora sono i paesi europei a bocciare la scelta russa. Il cancelliere tedesco Angela Merkel sostiene che il principio dell’integrità territoriale è un pilastro delle relazioni internazionali e ignorarlo «è contrario al diritto internazionale». La Gran Bretagna rifiuta «categoricamente» di riconoscere l’indipendenza dell’Ossezia meridionale e dell’Abkhazia e ribadisce «l’integrità territoriale e la sovranità della Georgia», così come l’Unione europea chiede il «rispetto pieno della integrità del territorio della Georgia» che ricorda come il decreto firmato da Mosca «non ha alcun impatto legale».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78375
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Il sindaco Letizia Moratti preferisce non commentare le recenti esternazioni dell’ex assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, reintegrato nel suo incarico da una sentenza del Tar e poi nuovamente dimissionario con una lettera diffusa stamani dal suo avvocato, in quanto le dichiarazioni degli ultimi giorni sono state «discordanti». «Ho sentito dichiarazioni contraddittorie da parte dell’ex assessore Sgarbi – ha affermato Letizia Moratti a margine di un incontro a Milano – quindi in questo momento non so quale commentare». L’ex assessore, dopo il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale aveva «prima dimostrato la propria intenzione a tornare a Milano per l’ultima riunione della giunta e poi aveva annunciato con una lettera pubblica le sue dimissioni». «Mi perdonerete – ha aggiunto il sindaco rivolgendosi ai cronisti – ma è difficile dare una valutazione di una personalità così effervescente». «Come avevo previsto» ha dichiarato invece il vicesindaco Riccardo De Corato «il caso Sgarbi si è risolto da solo. Probabilmente Sgarbi ignora il diritto amministrativo e le norme che disciplinano gli enti locali. Altrimenti avrebbe saputo che tra la carica di sindaco di un Comune e quella di assessore di un’altra amministrazione comunale sussiste incompatibilità». Ancora: «È probabile che, quando il Tar ha riabilitato l’ex assessore alla Cultura alla giunta di Milano, il sindaco di Salemi avesse già firmato atti in questa nuova veste.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280009
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Forse Barack Obama non si è conquistato la fiducia di tutti gli israeliani, però a Gerusalemme è stato accolto come una star. Dopo Afghanistan e Iraq, è la terza tappa della tournée internazionale del candidato democratico alla Casa Bianca: una mattinata dedicata alla visita del museo dell’Olocausto Yad Vashem, a proclamare la forza dei legami fra Israele e Stati Uniti, e a incontrare il presidente israeliano Shimon Peres.Il candidato presidenziale democratico ha affermato che Gerusalemme sarà la capitale di Israele. «Non ho cambiato opinione, Gerusalemme sarà la capitale di Israele», ha detto in una conferenza stampa a Sderot, in Israele. «È importante non dividere la città – ha aggiunto – Ma questa è una questione che attiene allo statuto finale. Non è compito degli Stati Uniti decidere in proposito. La mia posizione è che gli Stati Uniti devono appoggiare gli sforzi delle parti per giungere a un’intesa». Ma se per gli ebrei Obama ha avuto parole di stima e di ammirazione, definendo Israele un «miracolo che da 60 anni fiorisce» nella regione, non è stato meno ‘gentile’ con i palestinesi. Arrivato a Ramallah alle 13:00 di mercoledì ha incontrato il presidente della Anp Abu Mazen. «Una volta eletto alla Casa Bianca mi impegnerò a fondo per risolvere la crisi in Medio Oriente». Secondo quanto riferito da Saeb Erekat, collaboratore del capo dell’Autorità nazionale Palestinese, che ha fatto un resoconto ai giornalisti del colloquio tra Obama e Abu Mazen, il senatore dell’Illinois «ha confermato al presidente dell’Anp che nel caso in cui venisse eletto potrà contare sul suo appoggio per portare avanti il processo di pace» in Medio Oriente, «senza perdere un minuto».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77390