Archiviato in: news online | Tag: ai, bilancio, finanziaria, in, moratti, nessun, servizi, taglio
Più dell’affaire di viale Jenner, e l’indirizzo che prenderà la preghiera dei musulmani, al sindaco preoccupano i tagli previsti nella prossima Finanziaria. Nella migliore delle ipotesi, ha ammesso ieri in un incontro a Palazzo Marino con i capigruppo di maggioranza e opposizione, Milano rischia di dover fare i conti con «venti milioni di euro in meno per la spesa corrente nel bilancio del 2009». «I tagli non sono ancora definiti – ha spiegato il sindaco – però mi sembra di capire che la cifra sia quella. Recupereremo dando più efficienza alla macchina comunale. Ed è questo che ho detto ai capigruppo».«È perciò importante – ha proseguito la Moratti – che in Consiglio comunale passino alcuni atti. Ad esempio la revisione dei contratti di servizio di Milano Sport porterebbe ad un risparmio di circa sei milioni. E cinque potrebbero essere recuperati dai servizi cimiteriali. Così facendo possiamo garantire e migliorare la qualità dei servizi offerti dal Comune». Oggi Letizia Moratti sarà a Roma, nella sede dell’Anci, per firmare con il presidente Leonardo Domenici un protocollo di collaborazione per l’Expo 2015. Ma l’occasione, ha assicurato, servirà anche ad aprire il primo di una serie di tavoli tecnici per comprendere l’entità effettiva dei tagli e l’effetto sulle casse comunali (che già risentono della minore entrata dall’Ici) e lavorare a un possibile ridimensionamento.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279935
Nel primo semestre dell’anno Tod’s ha totalizzato ricavi a cambi correnti per 347 milioni, in crescita del 9,7% rispetto al 2007. A cambi costanti i ricavi ammonterebbero a 355 milioni (più 12,2%). La crescita delle vendite ha accomunato tutti i marchi del gruppo, ma a mettere a segno il risultato migliore sono Hogan (più 23,5%) e Roger Vivier (26,9%). Tra le categorie merceologiche brillano le calzature (più 15,3%).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279876
Aperte le scommessesul primo caso di dopingUn booker irlandese vede nel sollevamento pesi (1.70) lo sport più probabile a cui verrà ritirata la prima medaglia per doping: secondo il judo a 3.75. Chiudono la classifica il calcio (data a 125) e la vela (a 200).Calcio, ordine della Fifa:«Liberate gli under 23»La Fifa ha deciso: i club devono lasciare andare i giocatori under23 nelle rispettive nazionali. Schalke (per Rafinha), Werder (per Diego) e Barça (per Messi) andranno al Tas che però si è dichiarato incompetente a dirimere la questione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279911
Archiviato in: design news | Tag: assessore, contraddittorio, effervescente, ex, troppo
Il sindaco Letizia Moratti preferisce non commentare le recenti esternazioni dell’ex assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, reintegrato nel suo incarico da una sentenza del Tar e poi nuovamente dimissionario con una lettera diffusa stamani dal suo avvocato, in quanto le dichiarazioni degli ultimi giorni sono state «discordanti». «Ho sentito dichiarazioni contraddittorie da parte dell’ex assessore Sgarbi – ha affermato Letizia Moratti a margine di un incontro a Milano – quindi in questo momento non so quale commentare». L’ex assessore, dopo il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale aveva «prima dimostrato la propria intenzione a tornare a Milano per l’ultima riunione della giunta e poi aveva annunciato con una lettera pubblica le sue dimissioni». «Mi perdonerete – ha aggiunto il sindaco rivolgendosi ai cronisti – ma è difficile dare una valutazione di una personalità così effervescente». «Come avevo previsto» ha dichiarato invece il vicesindaco Riccardo De Corato «il caso Sgarbi si è risolto da solo. Probabilmente Sgarbi ignora il diritto amministrativo e le norme che disciplinano gli enti locali. Altrimenti avrebbe saputo che tra la carica di sindaco di un Comune e quella di assessore di un’altra amministrazione comunale sussiste incompatibilità». Ancora: «È probabile che, quando il Tar ha riabilitato l’ex assessore alla Cultura alla giunta di Milano, il sindaco di Salemi avesse già firmato atti in questa nuova veste.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280009
A gennaio saranno quindici sotto un tetto. Come in un telefilm americano anni ’80. Anzi meglio. Loro, rispetto alla famiglia Bradford sono in netta maggioranza. Una incontenibile moltiplicazione. Qui, a Noventa Padovana, in provincia di Padova, per gennaio è tutto pronto. Mamma e papà hanno dato l’annuncio già da un paio di mesi ai bambini: «Ragazzi, arriverà il fratellino, anzi i gemellini». Undici paia di occhi sgranati. «Ancora?» avranno pensato. Ma poi, passato lo choc iniziale, tutti felici e contenti, ad aspettare il lieto evento, a scegliere i nomi dei nascituri insieme, a preparare i fiocchi da appendere alla porta, a fare spazio nella cameretta di letti a castello.
Sono vent’anni che la famiglia Calò continua a crescere senza fermarsi, tanto da diventare un caso eccezionale. Il più grande ha 17 anni, a marzo diventerà maggiorenne, il più piccolo, il numero undici, è nato nel 2006. All’epoca avevano anche lanciato un appello per trovargli un nome. Avevano esaurito la fantasia, così si erano rimessi alla volontà popolare del web.
«A cena a casa non ci invita mai nessuno», racconta la mamma, Alessandra, 36 anni, il primo figlio a 19. «Andare da amici con tutta la famiglia è praticamente impossibile. Troppo piccoli gli appartamenti di oggi». E allora si sono adeguati loro; in cucina hanno messo un tavolo di 4 metri e mezzo, ovviamente allungabile per quando arrivano visite.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279855
Archiviato in: design news | Tag: capitale, del, gerusalemme, in, israele, miracolo, obama, unita
Forse Barack Obama non si è conquistato la fiducia di tutti gli israeliani, però a Gerusalemme è stato accolto come una star. Dopo Afghanistan e Iraq, è la terza tappa della tournée internazionale del candidato democratico alla Casa Bianca: una mattinata dedicata alla visita del museo dell’Olocausto Yad Vashem, a proclamare la forza dei legami fra Israele e Stati Uniti, e a incontrare il presidente israeliano Shimon Peres.Il candidato presidenziale democratico ha affermato che Gerusalemme sarà la capitale di Israele. «Non ho cambiato opinione, Gerusalemme sarà la capitale di Israele», ha detto in una conferenza stampa a Sderot, in Israele. «È importante non dividere la città – ha aggiunto – Ma questa è una questione che attiene allo statuto finale. Non è compito degli Stati Uniti decidere in proposito. La mia posizione è che gli Stati Uniti devono appoggiare gli sforzi delle parti per giungere a un’intesa». Ma se per gli ebrei Obama ha avuto parole di stima e di ammirazione, definendo Israele un «miracolo che da 60 anni fiorisce» nella regione, non è stato meno ‘gentile’ con i palestinesi. Arrivato a Ramallah alle 13:00 di mercoledì ha incontrato il presidente della Anp Abu Mazen. «Una volta eletto alla Casa Bianca mi impegnerò a fondo per risolvere la crisi in Medio Oriente». Secondo quanto riferito da Saeb Erekat, collaboratore del capo dell’Autorità nazionale Palestinese, che ha fatto un resoconto ai giornalisti del colloquio tra Obama e Abu Mazen, il senatore dell’Illinois «ha confermato al presidente dell’Anp che nel caso in cui venisse eletto potrà contare sul suo appoggio per portare avanti il processo di pace» in Medio Oriente, «senza perdere un minuto».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77390
Ormai si è andati oltre il livello di guardia; dopo una rozza campagna di denigrazioni, false denunce, vesti stracciate sul teatrino della politica, si è scesi sul campo di battaglia delle riforme alla mordacchia della magistratura. Della Giustizia, ovviamente, non importa nulla a questi vocianti coristi diretti dalla robusta bacchetta del capo; se importasse loro qualcosa si sarebbero da tempo preoccupati di curare i mali effettivi della giustizia: la sua inaccettabile lentezza, l’eccessiva frammentazione, l’insufficiente preparazione culturale dei magistrati, le superate modalità di accesso in magistratura, la disordinata geografia giudiziaria, le gravissime carenze strutturali. L’unica cosa che veramente interessa a questi mentori dell’illegalità è togliere l’indipendenza, l’autonomia, la libertà di azioni dei magistrati. Debbono essere tutti riportati alla ‘cultura del gregge’, fedeli ed obbedienti al pastore che li copre con il manto del potere e li conduce verso i pascoli sicuri dell’impunità.Il momento è propizio per avviare l’operazione candeggina e scolorire le toghe sino a renderle indistinguibile dall’abito dei buoni sudditi. Si è già iniziato a tracciare il solco con l’aratro della forza e della provocazione: il cd lodo immunità che mette al riparo il capo del governo da qualsiasi indagine giudiziaria anche per fatti privati.. Finalmente un primato italiano che,nonostante i maldestri tentativi di ridurne l’originalità, resta un’eccezione nel quadro europeo, anche se non può disconoscersi una certa affinità con la regina d’Inghilterra (affinità non rare tra sovrani).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77214
Archiviato in: web news | Tag: abruzzo, da, del, dell, dimesso, interrogato, presidente, si, turco
Le dimissioni da presidente della Regione Abruzzo sono arrivate poche ore dopo l’interrogatorio. Scontate, dopo la sospensione dall’incarico decisa mercoledì dal governo. «Se ci sono responsabilità sono di natura personale e non collettive», ha scritto nella lettera Ottaviano del Turco che, dopo la bufera sul presunto giro di tangenti che avrebbe intascato nella gestione della Sanità abruzzese dà l’addio anche al Pd.Nel frattempo Del Turco giovedì mattina ha finalmente parlato con i giudici, a tre giorni dall’arresto e ora può così lasciare l’isolamento, obbligatorio fino al primo interrogatorio. Il colloquio con i magistrati che stanno indagando sul presunto giro di tangenti nella Sanità abruzzese, è durato poco più di un’ora.Mentre le indagini vanno avanti, smentisce ogni suo coinvolgimento nella vicenda il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: quelle riportate dalla stampa, che ha descritto un «sistema trasversale» di corruzione, che il centrosinistra avrebbe ereditato da An e Forza Italia, sarebbero «illazioni»: «A proposito della vicenda abruzzese – scrive Cicchitto in una dichiarazione – leggo su alcuni giornali obliqui riferimenti ad una mia del tutto inesistente corrente in Forza Italia e, di riflesso, alla mia persona. In questa vicenda posso solo respingere ogni illazione con l’unico strumento a mia disposizione che è la querela per diffamazione, attesa l’equivocità dei riferimenti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77239
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Prima lo definisce una «cloaca», poi precisa che non voleva denigrarlo. Ora, o il capogruppo del Pdl al Senato non conosce il significato del termine. E ne fa uso improprio. O lo conosce e quindi voleva proprio denigrare il Csm e i suoi componenti. Difficile immaginare diversamente. Sentito da Radio Radicale Gasparri aveva infatti parlato dell’organo della magistratura come una «cloaca», e come un Consiglio «correntizzato, partitizzato e parcellizzato, uno scandalo che offende gli italiani». E aveva poi aggiunto: «Come presidente dei senatori del Pdl reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia. L’obbligatorietà dell’azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare. La separazione delle carriere è un’esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un’emergenza democratica». A suo avviso «la magistratura seria e laboriosa composta dalla maggioranza dei magistrati è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un’azione di militanza politica, che occupano militarmente il Csm e che non giovano ad un’immagine della magistratura fortemente incrinata come si vede dai sondaggi, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma deve esaltare la funzione della giustizia – conclude – e noi la faremo sicuramente».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77265
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Prima lo definisce una «cloaca», poi precisa che non voleva denigrarlo. Ora, o il capogruppo del Pdl al Senato non conosce il significato del termine. E ne fa uso improprio. O lo conosce e quindi voleva proprio denigrare il Csm e i suoi componenti. Difficile immaginare diversamente. Sentito da Radio Radicale Gasparri aveva infatti parlato dell’organo della magistratura come una «cloaca», e come un Consiglio «correntizzato, partitizzato e parcellizzato, uno scandalo che offende gli italiani». E aveva poi aggiunto: «Come presidente dei senatori del Pdl reputo prioritaria una equilibrata riforma della giustizia. L’obbligatorietà dell’azione penale è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare. La separazione delle carriere è un’esigenza prioritaria per restituire maggiore trasparenza alla giustizia, la depoliticizzazione della magistratura è un’emergenza democratica». A suo avviso «la magistratura seria e laboriosa composta dalla maggioranza dei magistrati è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un’azione di militanza politica, che occupano militarmente il Csm e che non giovano ad un’immagine della magistratura fortemente incrinata come si vede dai sondaggi, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma deve esaltare la funzione della giustizia – conclude – e noi la faremo sicuramente».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77265